L'ultima profezia
La linfa riversante vita
rifluisce d'ora in poi.
Erbivoro
rode le radici
erbuescenti
vene lacere.
Il feretro
d'un nuovo mattino
si affaccia alla palpebra dischiusasi imperitura.
Diuturna afflizione
perdura e s'affaccia
gettando occhiate
(come raffiche)
sugli avelli desolatamente immoti.
Il flusso vitale rifluito è alla sorgente
dove vi evapora stilla dopo stilla.
Presto sorgerà un sole nuovo;
un sole spento: l'inedia il domani.
Dall'erta discende l'esagoge degli angeli neri
con l'annuncio di uno scontato fato.
Nostradamus
è
sceso in me.