Poeta metropolitano
- I -
Da mare grigio
sempre più soffocato
- cantore dell'ultim'ora
cerca d'estasi
un attimo
nei versi che furono.
- II -
Mare senza marosi
che grava immoto
comprimendo
deboli steli,
sottili fili d'erba
e avvolge nel suo
cupo grigiore
ogni suo temerario
percorritore...
È stato edificato dai suoi contemporanei.
Il cantore lo sa.
E cerca salvezza
nei versi che furono.
- II -
Ingenuo miraggio!
Blando palliativo!
La realtà tristemente
affiora a ogni
capoverso.
Furono quei versi tanto diversi?
La realtà è tormento
e quei versi isolando,
incorniciando,
incorniciando istanti
di bellezza
restituiscono
effimere
falsità.
I versi che furono?
Sono morti.
I versi che sono.
I versi che d'attimo in attimo saranno;
gravidi
dei fumi
della metropoli,
son nati
per essere spezati.
Per annegare nel mare
di cemento...
Per soffocare
assieme agli steli.