Non mi è dato ricordare

-I-

Non mi è dato ricordare
gaudenti amplessi
in una vita che sia vita,
terreni fertili
col sudore dissodati;
seminati germogliare,
ma solo fatica vana e massacrante.

Non m'è dato ricordare
ciò che non è stato, ma
oblio la coscienza
per cullarmi in un magro inganno
di dimenticanza, ma
stanno a me d'innanzi
le negazioni continue,
i raggiungimenti effimeri e fasulli,
gli scivoli improvvisi e violenti,
gli spigoli inafferrabili
viscidi d'alghe
e ferenti le mani:

stanno a me dinnanzi
i rimbrotti continui-ossessivi
d'una moltitudine
al presto tracollo del corpo
come dell'anima
d'un poeta assorto
nella meditazione
sopra una lapide
già pronta
attendente veloce collocazione

Maria ha preso congedo-momento
comunque estremo, comunque doloroso,
momento frettoloso di rimpianto
o annunciatore di malinconia.

-II-

Maria è distante adesso,
dopo un solo attimo
-la 'cattolica osservante'
intrisa nell'ovatta
delle Pastiglie Magiche
donanti indotti sorrisi
e da dirmi ha solo poi al telefono:
-credi all'amore?-
...................
le fedi che promettono ma
che non mantengono
sono fasulle, e il mio credere è qualcosa che
non è
e non potrà essere; è
l'incurabile pazzia di un podista che seguita nonostante i crampi
e l'avanzare dell'età, senza freni
per un'inerzia
carcerante ragione.

Maria è un groviglio
d'insensatezza sferica