Non devo andare da nessuna parte.
Il mattino
è alto,
stinto pallore
non ostacolato da nubi,
acquario stagnante
senza pesci,
copricapo di sfibrata paglia
con fiori troppo secchi
da sembrare anche fiori finti:
e io non so dove,
né devo,
né mai dovrò
andare qualche parte.
Infatti ovunque
farò deambulare
questa carcassa,
sfiancata da vani passati pellegrinaggi,
quel cielo, Il Cielo,
sarà comunque alto
e immutato-immutabile
continuerà a gravare
sopra il mio capo.
Graverà la mia distanza
e il suo inutile spazio
apparentemente immenso
che in realtà ci limita;
e siamo contenuti in una goccia d'acqua!
NON DEVO ANDARE DA NESSUNA PARTE.
E il sentiero percorro
che congiunge l'apatica calma
di chi ha smarrito ogni speranza
e in silenzi sconta la sua pena,
alla luttuosa oppressione,
ma in realtà sto fermo, non percorro nulla:
nessuna via reale/
- neppure
mentalmente mi sposto
o evito di ricadere sullo stesso punto
come un birillo ubriaco
che i colpi fanno solo vacillare.
Non devo andare da nessuna parte!
E pende su di me questo cielo-situazione/
insoluto e
insolvibile
come di Damocle la spada.