I congedi

La cosa più orribile di tutte
i congedi
nel loro recidere brusco contatti ipotetici,
vicinanze intraviste
in una speranza
subito infranta dal distacco.
Congedi sempre improvvisi,
non voluti così alla svelta
(come la testa del condannato da lama di ghigliottina),
come precipizio concentrico
aperto-trappola
in un disteso piano deserto.
Congedo sempre ultimo o ripetuto spettacolo
rappresentante in un atto l'inappartenenza.
E sei andata via:
ora non mi resta
che il divorante senso di vuoto-
pressante realtà psichica
con la quale fare i conti
dalla vulnerabile postazione dell'impotenza.