Definitivo, salutare Nulla.

Complici tutti
nel volermi
in eterna subalternità,
subalterno bussante
fino al sangue
lordante delle nocche
la porta sbarrata, pencolante ormai
sfiancato inseguitore
di rivalse mai avute
lungo cunicoli non conducenti
se non in groviglio
di spostamento falso.
Non guardo nemmeno più
i miei fallimentari perduti mattini
evitando di scostare
il funereo cortinaggio
di camera ardente
ove non ricevo visita alcuna, alcun omaggio,
neppure un telegramma
dove mi si facciano le condoglianze
o dove finalmente mi si avverta
che c'è stato finalmente
Commiato dall'inferiorità fisica del dolore
per un più auspicabile,
definitivo, salutare, Nulla.