Biblioteca Nazionale * Sala Falqui

Volumi di veleno
intridono
le particelle d'ossigeno
che a stento
le labbra discernono
dai miasmi caustici -.

L'esserci č un incognita qui.

Esistere qui non č che
una negazione
scagliata nel ghiaccio
d'un sepolcro mefitico.

Raccogliere i farmaci
di un'urna funeraria
in pezzi infinitesimali:
l'istante presente -.

Di fronte a me
uno spettro seducente,
ma inquietante,
percorre ingialliti sentieri
d'inchiostro polveroso,
ove vita ha da tempo
cessato il battito -.
(Uno spettro seducente di donna
che il volto scultoreo
nella fissitā
e nei riflessi
reclina,
come si sporgesse
dall'alta nicchia
di un tempio pagano).

* * *

Io che amo un'immagine,
un'Essenza,
un Genere,
non stento
a identificarmi spettro
in un desiderio
di devozione dai promiscui
strascichi -.

* * *

Poi - Poi - Poi
Le vedo incedere
- senza passi -
mentre altre
cariatidi o dee di marmo
fluttuano
in sospette casualitā.

Nel deserto
di monoliti svettanti
assenti di vista
come di direzioni
e consigli
getto lo sguardo e scopro -Terrore-
arrancante, un corpo nudo,
tra le falle enormi d'una veste lacera
(scottata la pelle;
avvampante di congestione).
Unico protagonista:
Io.