Claudia
Appoggiati sul davanzale
del desiderio
i tuoi occhi
rotolano
monete
"acquoree"
verso il loro salvadanaio
che non sono io.
Chi? Che cosa bramano
altre all'aver determinato
il terrore che pulsa
nei miei polsi alle vene?
Non mi conviene -già curvo-
sobbarcar d'altri fardelli
il mio pensiero:
è meglio, dimentico di quegli occhi,
disparire per sempre alla loro vista
inchiodante la mia fragilità di poeta.
Devo essere più forte
e saper cancellare
dalla lavagna dei giorni
i futuri incubi notturni
che hanno in questo caso nome
Claudia.