Marinetti e il Futurismo

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Irredentismo e arresti

Il Futurismo italiano, profeta della nostra guerra, seminatore e allenatore di coraggio e di orgoglio italiano, ha aperto il suo primo comizio artistico al Teatro Lirico di Milano col grido: W Asinari di Bernezzo! Abbasso l'Austria!
Durante le elezioni generali del 1909 il Futurismo intervenne brutalmente con questo 1° manifesto politico che, lanciato a milioni di esemplari e affisso su tutti i muri di tutte le città d'Italia, rivoluzionò i partiti, i candidati e gli elettori. (Per il testo del primo manifesto politico, si vedano le pagine 337-341 della nostra edizione).
Contemporaneamente Marinetti pronunciava il seguente discorso nel marzo 1909 al Politeama Rossetti di Trieste: (Per il testo del Discorso ai Triestini, rimandiamo alle pp. 247- 253 della presente edizione).

Battaglia di Venezia

Intanto il Futurismo si propagava in tutta Italia moltiplicando i suoi violentissimi comizi artistici letterari politici nei teatri e nelle piazze. Rimase memorabile la battaglia di Venezia come fu chiamata dai quotidiani. Furono lanciati dalle terrazze, dalle cupole e dalle torri trecentomila copie di questo manifesto:

VENEZIA FUTURISTA

Noi ripudiamo l'antica Venezia, estenuata e sfatta da voluttà secolari, che noi pure amammo e possedemmo in un gran sogno nostalgico.
Ripudiamo la Venezia dei forestieri, mercato di antiquari falsificatori, calamita dello snobismo e dell'imbecillità universali, letto sfondato da carovane di amanti, semicupio ingemmato per cortigiane cosmopolite.
Noi futuristi vogliamo guarire questa tediosa città ammalata. Siano colmati i suoi più fetidi canali con le macerie dei suoi palazzi lebbrosi; la rigida geometria dei ponti metallici e degli opifici chiomati di fumo abolisca le curve cascanti delle vecchie architetture, e la divina Luce Elettrica liberi finalmente Venezia dal suo venale chiaro di luna da camera ammobigliata.

I pittori futuristi: U. Boccioni - A. Bonzagni - CD. Carrà - L. Russolo - G. Severini, ecc.
I poeti futuristi: F.T. Marinetti - Paolo Buzzi - A. Palazzeschi - E. Cavacchioli - Armando Mazza - Libero Altomare - Luciano Folgore - G. Gorrieri, ecc.

Il discorso contro i Veneziani improvvisato dal Poeta Marinetti alla Fenice suscitò numerose risse in Piazza S. Marco e l'intervento della polizia. I futuristi furono fischiati, i passatisti furono picchiati ed ebbero molti feriti.
I pittori futuristi Boccioni, Russolo, Carrà, punteggiarono questo discorso con schiaffi sonori. I pugni di Armando Mazza, poeta futurista, che è anche un atleta, rimasero memorabili.

Processo di Mafarka il futurista

La traduzione italiana del mio Mafarka le futuriste, romanzo che aveva ottenuto a Parigi un grande successo, fu processata e sequestrata per oltraggio al pudore.
Il giorno 8 ottobre 1910 la grande aula della 3° Sezione del Tribunale di Milano era gremita di una enorme folla, accorsavi pel processo di oltraggio al pudore intentato al poeta Marinetti pel suo romanzo Mafarka il futurista.
Erano presenti numerosissimi futuristi, venuti da ogni parte d'Italia, schiera di giovani gagliardi e risoluti, che affrontavano come sempre la battaglia con la loro spavalderia divenuta leggendaria. Notammo i pittori Bocconi, Russolo, Carrà, e i poeti Paolo Buzzi, Cavacchioli, Palazzeschi, Armando Mazza, ecc. Spiccavano inoltre, nel pubblico, moltissime signore della società elegante milanese e tutti i rappresentanti della critica italiana.
Difensori di Marinetti erano l'on. Barzilai, l'avv. Sarfatti, Innocenzo Cappa e l'avv. Brusorio.
All'inizio dell'udienza, il Pubblico Ministero domandò subito che il processo si svolgesse a porte chiuse, dovendosi dar lettura dei brani incriminati. Sorse allora l'avv. Brusorio, che con una brillante e sottile disquisizione giuridica dimostrò lucidamente come un simile provvedimento si dovesse ritenere assurdo. Incalzò l'avv. Sarfatti, sostenendo vittoriosamente questa tesi, e il Tribunale deliberò che il dibattito si svolgesse alla presenza del pubblico.
Cominciò l'interrogatorio di F. T. Marinetti, che con una sfolgorante, vivace e sincera eloquenza difese sé stesso e l'opera sua.
Una grande ovazione a stento repressa dal presidente chiuse il discorso del poeta Marinetti. Ebbe poi la parola l'illustre romanziere Luigi Capuana, professore all'Università di Catania, venuto appositamente dalla Sicilia quale perito di difesa del fondatore del Futurismo. Egli lesse in un silenzio di religiosa attenzione una sua lunga, profonda ed esauriente perizia, che resterà documento prezioso nella nostra letteratura.
La prima giornata del processo si chiuse con la requisitoria del P. M. che mal riuscì a sostenere l'assurda imputazione fatta a Marinetti.
Il meraviglioso discorso di Innocenzo Cappa e le arringhe degli avvocati Barzilai e Sarfatti produssero una violenta agitazione in tutto l'uditorio già interamente conquistato alla causa di Marinetti.
Il Presidente (a Marinetti). - Ha altro da aggiungere? 
Marinetti. - Protesto con tutto il mio sangue contro l'accusa assurda e infame!
Il Tribunale si ritira alle ore 5,55 nella camera delle deliberazioni. Sarebbe difficile descrivere l'agitazione ed i clamori del pubblico nell'attesa della sentenza. Il Tribunale rientra alle ore 6,20, e il Presidente legge, ascoltatissimo, la sentenza di assoluzione per inesistenza di reato.
Non appena, dalle prime frasi della lettura i futuristi ebbero indovinato che il poeta Marinetti era assolto, scoppiò un uragano di applausi. Fu una vera marea di entusiasmo, nella quale l'autore di Mafarka il futurista, sollevato tra le braccia dei suoi amici, fu portato in trionfo.
La folla plaudente accompagnò i futuristi esultanti attraverso le vie centrali di Milano gridando a squarciagola: Viva Marinetti! Viva il Futurismo!
Però il Procuratore del Re perseguitò Mafarka il futurista in Corte d'Appello e ne ottenne la condanna con una sentenza che fu riconfermata in Cassazione. Si voleva ad ogni costo colpire il creatore del Futurismo sporcandolo con l'accusa di oltraggio al pudore. I futuristi risposero all'ira bestiale dei passatisti con nuovi comizi artistici caratterizzati da un orgoglio italiano e da un patriottismo indomabili, e da una giocondità di attitudine che rimase leggendaria. Diventarono popolari le risposte di Marinetti ai pubblici aggressivi.

Prima spedizione punitiva artistica

I pittori futuristi Boccioni, Carrà e il poeta Marinetti si sono recati espressamente a Firenze per cazzottare i critici della " Voce ". Costoro avevano pubblicato delle ingiurie contro la grande Esposizione d'Arte libera, ideata dai pittori futuristi, prima esposizione italiana senza giurie, dove trionfarono per più di un mese cinquanta quadri di Boccioni, Russolo e Carrà.
I pittori e i poeti futuristi, dopo essersi trastullati ripetutamente colla faccia deformata e coperta di cerotti di quei critici e specialmente con quella del signor Prezzolini, già schiaffeggiato qualche tempo fa da un ufficiale di cavalleria, si sono rimessi al lavoro.
A Londra, il poeta Marinetti ottenne un successo trionfale con la sua conferenza francese sul Futurismo al Lyceum Club. Alla Maison des Etudiants di Parigi, egli venne applaudito freneticamente dagli studenti, che dopo aver brindato al Futurismo lo nominarono membre d'honneur della loro Associazione.
Subito dopo, il poeta Marinetti, coi suoi geniali amici i pittori futuristi Boccioni, Russolo e Carrà, e il grande musicista futurista Balilla Pratella, schiacciava le ostilità dei passatisti, trionfando a Ferrara, a Mantova, a Como, a Palermo, alla Fenice di Venezia, a Treviso e alla Camera del Lavoro di Parma, davanti a più di duemila operai. Il pittore futurista Boccioni riportava un colossale successo con la sua conferenza sulla pittura futurista nelle sale affollatissime del Circolo Artistico di Roma.
Nelle serate futuriste, Luigi Savini e il poeta Marinetti imponevano al pubblico elettrizzato capolavori in verso libero dei poeti del gruppo: Contro la Primavera, del grande poeta futurista G. P. Lucini, lirica di una grande profondità filosofica; L'Inno alla Poesia nuova, ode aeroplanica al verso libero futurista, di Paolo Buzzi; L'Orologio di Aldo Palazzeschi; la sinfonia dei miagolii diabolici: I Tetti di Corrado Govoni; il canto esaltatore della Gioia di Enrico Cavacchioli; il canto delle Eliche e la Elegia della Quiete, di Luciano Folgore, un poeta che interpreta idealmente le nuove forze meccaniche; Nuotando nel Tevere, di Libero Altomare, mobile e deliziosa corrente di versi liberi freschissimi, pieni di spruzzi melodici e di gioia fisiologica.
Durante la prima rappresentazione del Cavaliere della Rosa di Strauss, inondiamo il Teatro della Scala con migliaia di manifesti che contengono queste dichiarazioni:

Noi futuristi esigiamo inoltre che la Scala, cessando di essere la Pompei del Teatro italiano o la vetrina chiassosa dei grandi editori, faccia in ogni stagione l'esperimento di almeno tre opere di giovani musicisti italiani, audacemente novatori e ancora sconosciuti.

Scoppiano risse nei corridoi, seguite da arresti.

Il Futurismo in Spagna, a Londra, Parigi, Berlino, Mosca

Viene diffuso in Spagna il Proclama futurista agli Spagnuoli (pubblicato dal " Prometeo " di Madrid e tradotto da Gomez de la Serna) lanciato contro i tipici passatisti spagnuoli.
Nella grande sala del Lyceum Club di Londra prendo la parola per svolgere l'alta, violenta e complicata ideologia futurista, spiegando i diversi manifesti dei poeti, dei pittori e quello del musicista futurista Balilla Pratella.
Tutti i più illustri letterati inglesi sono presenti.
Durante le due ore della conferenza, gli applausi sono continui. Le numerosissime suffragettes presenti provocano però un violento tumulto, interrompendomi alla famosa frase: il disprezzo della donna e allo svolgimento della concezione futurista dell'amore.
Ma il pubblico impone il silenzio alle suffragettes e coronò con un'ovazione poco inglese, per la violenza dei battimani, la mia insolentissima conferenza che chiusi con le seguenti parole:
" O voi, fra i molti che disapprovate queste nostre convinzioni futuriste e che pur v'imponete di applaudirmi per dovere di ospitalità, vogliate rompere brutalmente i ceppi della vostra bella cortesia inglese e fischiatemi lungamente, a piacer vostro, in libertà! "
S'intrecciano immediatamente lunghe polemiche fra i principali quotidiani londinesi, il "Times ", il " Daily News ", il "Daily Mail ", il " Daily Chronicle ", il " Daily Mirror ".
A Londra, nel corso di una mia conferenza, ingiurio e sfido il giornalista irlandese Mac Cullagh (noto denigratore dell'esercito italiano) presente nella sala.
Riproduco dal " Piccolo " di Trieste la seguente corrispondenza da Pietroburgo sulle conferenze in francese tenute da me in Russia:

Registriamo i pazzi successi di F.T. Marinetti. Dopo aver dato delle conferenze a Mosca, egli ne ha date anche a Pietroburgo, suscitando folli simpatie, sì da diventare l'uomo più popolare del momento in Russia. E i giornali di Pietroburgo, come prima quelli di Mosca, gli hanno dedicato intere colonne.
Seguire Marinetti a Pietroburgo dev'essere stata una fatica enorme: egli passò da un salone ad un club, ad un grande ristorante, declamando, bevendo, mangiando, facendo propaganda. E ogni brindisi, ogni discorso, ogni conversazione, gli dié modo di descrivere a grandi linee e con parola commossa la grandezza dell'Italia contemporanea... Per fortuna i nostri futuristi sono ancora passatisti in fatto di patriottismo.
Marinetti è per i Russi un "temperamento ", e ciò basterebbe a spiegare le simpatie che ha suscitate. Egli fu costretto a declamare dieci volte al giorno versi suoi e versi dei suoi amici. Il maggiore entusiasmo egli lo ha suscitato alla " Cagna Randagia ", dove ha passato due notti declamando e brindando. La " Cagna Randagia " è il ritrovo notturno dei letterati e degli artisti della capitale: un sotterraneo basso, fantasticamente addobbato e illuminato, dove l'ingresso è assolutamente proibito ai non soci. Marinetti vi ha passato due notti assistendo a spettacoli organizzati in suo onore.
Ed ha dovuto subire anche la prova del fuoco dello " champagne ". Poiché vi era chi sosteneva con calore che gli Italiani sono, in moltissime manifestazioni della vita, superiori agli altri popoli, ma che restano indietro nella capacità di bere, Marinetti ha voluto dimostrare che anche nel bere gli italiani sanno essere, quando occorra, primi, e tranquillamente ha vuotate, l'una dopo l'altra, quattro bottiglie di " champagne ". Dopo di che riprese a declamare: " Clo, clo, clo... ".
Per le signore russe non vi è nulla di più irresistibile di un " temperamento ". Ciò spiega le strane manifestazioni alle quali il predicatore del verbo futurista è stato fatto segno da parte delle signore, alcune delle quali hanno voluto cavarsi un po' di sangue dalle dita per scrivere un pensiero sul suo taccuino.
Tutti si dimostrano sbalorditi dall'enorme entusiasmo suscitato dall'eloquenza di Marinetti, che, secondo la stampa russa, e " molto superiore a quella di Jaurès".
In tutte le sue 8 conferenze, Marinetti declamò e commentò brani del suo Zang tumb tumb, primo libro di parole in libertà, uscito ora, e spiegò l'Arte dei Rumori, inventata da Luigi Russolo, la quale suscita vivacissime polemiche in tutta Europa.
Marinetti è instancabile. Tre mesi fa, tenne una conferenza a Parigi, 4 conferenze a Bruxelles e 11, sempre in francese, a Londra.

Le esposizioni dei pittori futuristi Boccioni, Carrà, Russolo e Severini a Parigi, Londra, Berlino, e Bruxelles, ottennero un clamoroso successo e un risultato finanziario eccezionale.
A Parigi, la curiosità divenne così morbosa, le discussioni pro e contro si moltiplicarono a tal punto, che la circolazione nelle Gallerie Bernheim divenne letteralmente impossibile.
Io illustrai e difesi le teorie dei pittori futuristi in una grande conferenza tenuta davanti a migliaia di studenti alla Maison des Etudiants. Il successo fu tale che dovetti ripeterla per le signore dell'aristocrazia parigina nelle stesse Gallerie Bernheim-Jeune, davanti a una folla così eccitata da mettere in pericolo i quadri esposti. Verso la fine, una violenta ostilità essendosi manifestata in un gruppo di pittori polacchi, mi scagliai contro il più focoso di loro e lo schiaffeggiai ripetutamente.
Negl'innumerevoli articoli pubblicati dai quotidiani, i critici d'arte francesi dichiararono, malgrado il loro chauvinisme, che i pittori futuristi hanno superato, in originalità, profondità e avvenirismo, tutte le scuole pittoriche più avanzate.
L'illustre poeta e critico d'arte Gustave Kahn, creatore del verso libero francese, proclamò, nel " Mercure de France ", che " certamente non si vide mai un movimento novatore altrettanto importante, dopo le prime esposizioni dei Pointillistes ".

La concezione politica futurista

L'11 ottobre 1911 il Futurismo interveniva direttamente una seconda volta nella vita politica italiana ribadendo il suo principio d'Italianità ad oltranza con questo manifesto inneggiante alla conquista di Tripoli: *
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Corrispondente di guerra di giornali francesi a Tripoli e all'assedio di Adrianopoli, vi inventai le Parole in Libertà, che ora trionfano fra i giovani spregiudicati e influenzano gran parte dei prosatori contemporanei e i migliori giornalisti. Nasce dalle parole in libertà il nuovo stile moderno, ultra veloce, balzante, simultaneo, elettrico, espressione diretta della nuova vita: **
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Battaglia di Roma e secondo manifesto politico

I passatisti romani, che avevano ascoltato in silenzio l'esecuzione orchestrale della Musica futurista di Balilla Pratella nel five o' clok thea futurista del 21 febbraio 1913 al Costanzi, furono tanto esasperati che giurarono di vendicarsi tornando in massa alla serata futurista del 9 marzo, che fu battaglia sanguinosa e nuova vittoria pel Futurismo.
I futuristi Marinetti, Boccioni, Palazzeschi, Russolo, Balla, Folgore, Cavacchioli, Auro d'Alba, ritti alla ribalta per difendere i Versi liberi di Paolo Buzzi e la Musica futurista di Balilla Pratella diretta dall'autore impassibile fra i proiettili di 6000 passatisti, hanno offerto uno spettacolo d'eroismo meraviglioso.
Quando il poeta Marinetti e il pittore Boccioni diedero il segnale della battaglia schiacciando sotto le legnate l'erbivendolo papalino e i suoi amici, i futuristi non rimasero isolati. Cinquecento giovani, pittori, poeti, musicisti, si precipitarono alla riscossa, per difenderli, al grido di Viva il Futurismo!
Roma è in subbuglio. Sui Versi liberi di Buzzi e l'Arte dei Rumori del futurista Russolo, le polemiche s'intrecciano, nei salotti, nei circoli, all'Aragno e in via Mercede, dove gli strilloni urlano " Lacerba futurista! " e una folla enorme discute accanitamente davanti ai quadri del pittore futurista Balla, esposti dal libraio Lux.
Ottanta artisti italiani e stranieri, fra i quali gli scultori Zanelli, Mestrovich, Prini e i pittori Carena e Pieretto Bianco, offrirono un sontuoso banchetto ai futuristi Marinetti, Boccioni e Balla, per esaltare il loro eroico atteggiamento al Costanzi. Ai numerosi brindisi entusiastici risposero Boccioni, Balla e Marinetti, il quale rivelò, declamandoli, i versi di un nuovo poeta futurista: Dinamo Correnti.
Arturo Labriola nel " Resto del Carlino " predice in Balilia Pratella un vero genio musicale. Il sociologo Giuseppe Sergi, in un suo studio critico inneggia all'esposizione dei pittori futuristi.
Bellonci, nel " Giornale d'Italia ", ammonisce così il pubblico romano: "O pubblico mio, riconosci in te medesimo quel Futurismo che irridi; e ricordati che, nascosti dai programmi e dai gesti, sono in questo gruppo marinettiano uomini di grande ingegno, poeti di molto vigore, quali il Buzzi, il Palazzeschi, il Govoni, il Folgore e lo stesso Marinetti; e pittori molto esperti dell'arte loro, quali il Boccioni e il Balla; e un musicista di razza ".
Due anni dopo il Futurismo precisava il suo programma politico: *
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Lancio a Londra, nel gennaio 1914, con una sette di conferenze, il manifesto virilizzatore: Abbasso il Tango e Parsifal che erano diventate due mode degeneranti e rammollenti.
Centinaia di serate futuriste. La pittura mondiale influenzata dal dinamismo plastico creato dai miei amici Boccioni, Russolo, Carrà, Balla, Severini. Con Russolo, inventore dell'arte dei tumori, al " Coliseum " di Londra, dodici concerti d'intonatumori approvati e seriamente discussi. A Berlino, a Bruxelles, a Parigi, ad Amsterdam, centinaia di esposizioni di pittura futurista. Per la seconda volta sono ricevuto come un re a Mosca, da una folla di seguaci futuristi che ignoravo. Otto conferenze a Mosca, a Pietrogrado. Tutte le vetrine di quella città, piene di fotografie e di caricature che rappresentano due Marinetti, uno bersagliato coi pomodori in Italia, l'altro assalito in Russia da uno strano frutteto di cuori femminili.
In Italia si svolgono le battaglie futuriste, con Pratella all'assalto dei Conservatori musicali, con Balla, Folgore e Cangiullo all'assalto della musoneria romana, con Papini e Soffici a Firenze, in tutta Italia con Settimelli, Bruno Corra, Mario Carli, Cangiullo, per il trionfo dei Teatro sintetico.
Con Boccioni, Russolo, Carrà, Pratella e Settimelli invado l'Università di Bologna nella quale, occupata militarmente da noi, svolgiamo per quattro giorni dei corsi di Futurismo liberatore. Scoppiano le nostre lotte per il nostro intervento nella guerra mondiale.

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